Tatiana Cassano: "Smettiamo di normalizzare ciò che non è normale"
Ci stiamo abituando a giustificare l'apatia e la superficialità nei rapporti. Ma alzare i propri standard è l'unica vera rivoluzione per tornare a stare bene.
Negli ultimi tempi mi capita sempre più spesso di pensare a una cosa. Stiamo iniziando a considerare normali comportamenti che, in realtà, non lo sono affatto: non rispondere per giorni, sparire senza spiegazioni, essere presenti a metà, non avere rispetto per il tempo e le emozioni degli altri.
E la cosa più assurda? Li giustifichiamo, con frasi come: "Eh, ma sono fatto così", "È il mio carattere", oppure "Non lo faccio apposta". E piano piano ci abituiamo.
L'abitudine alla superficialità
Ci abituiamo all'assenza, alla superficialità, all'apatia nei rapporti. Ci abituiamo a ricevere meno di quello che meritiamo e iniziamo anche a pensare che sia la prassi. Ma non lo è. Non è normale dover rincorrere qualcuno per una risposta, non è normale sentirsi costantemente in dubbio in un rapporto, non è normale accettare la mancanza di attenzione come se fosse un tratto caratteriale pittoresco.
La verità è che oggi relazionarsi è diventato complicato non perché le persone siano improvvisamente cambiate, ma perché si è abbassato drasticamente il livello di ciò che si accetta e si tollera.
La confusione tra libertà e freddezza
Spesso si confonde la libertà con il menefreghismo, la sincerità con la freddezza, l'indipendenza con l'egoismo puro. E nel mezzo di questa confusione generale, si perdono le cose più importanti: la presenza, l'attenzione, la cura. Quelle piccole ma fondamentali accortezze che, in realtà, fanno tutta la differenza del mondo.
Perché relazionarsi non dovrebbe mai essere stressante, non dovrebbe farti sentire insicura, non dovrebbe farti dubitare del tuo valore. Un rapporto sano dovrebbe farti stare bene, dovrebbe farti sentire vista, ascoltata, rispettata e valorizzata.
La vera rivoluzione è alzare i propri standard
E forse il punto cruciale è proprio questo: non è il mondo ad essere diventato più difficile e inospitale, siamo noi che abbiamo iniziato ad accettare troppo poco per paura della solitudine o del conflitto.
E allora forse la vera rivoluzione oggi è una sola. Dobbiamo smettere di normalizzare ciò che normale non è, alzare i nostri standard, scegliere relazioni che ci nutrano e non avere paura di allontanarci da ciò che non ci fa bene. Perché non è chiedere troppo, è semplicemente smettere di accontentarsi. E allora mi chiedo: quante cose iniziamo ad accettare che, in fondo al cuore, sappiamo che non dovrebbero mai essere normali?
Leggi anche:
Nota della redazione: Le riflessioni espresse rappresentano l'esperienza personale, autentica e fedele dell'autore. Questo contenuto è stato ottimizzato esclusivamente nella forma e nella leggibilità con il supporto dell'intelligenza artificiale, mantenendo rigorosamente intatto il significato, le emozioni e il messaggio originale dell'autore.