Il mio viaggio verso l’unicità | Federica Suella
Federica Suella racconta il passaggio dai doveri imposti alla scelta di essere se stessa, con coraggio, autenticità e libertà.
Vi capita mai di fermarvi un attimo a pensare?
A come immaginavate la vostra vita da ragazze e a come, invece, è diventata oggi.
Spesso mi ritrovo a fare questo viaggio nei ricordi. Mi vengono in mente i discorsi di quando ero adolescente, quando il pensiero fisso era semplice: “Ok, devo prendere un bel voto a scuola, così i miei mi fanno uscire il sabato sera”.
L’obiettivo era chiaro: fare il proprio dovere per conquistare un piccolo pezzo di libertà.
Quando i doveri diventano responsabilità
Crescendo, quei doveri sono cambiati. Sono diventati responsabilità, impegni, scadenze, lavoro, corse continue e pensieri da gestire ogni giorno.
Per un lungo periodo ho quasi creduto che quella libertà fosse solo un ricordo lontano. Come se appartenesse a un’età diversa, a una versione di me più leggera, più spensierata, più libera di scegliere.
Poi ho capito che, in realtà, quella piccola contrattazione non era finita. Si era solo trasformata.
Da ragazza dovevo studiare per poter uscire. Da adulta dovevo lavorare sodo, stringere i denti e sopportare la fatica per potermi permettere un’uscita, un piccolo lusso, un momento per me.
Il ciclo che ci tiene fermi
Senza accorgercene, a volte entriamo in un meccanismo difficile da spezzare.
È quello schema che spesso la società ci presenta come normale: fai il tuo dovere, esegui il compito, sopporta la fatica e poi, forse, potrai goderti un piccolo momento tutto tuo.
Il problema è che quel momento finisce presto.
E subito dopo ti ritrovi di nuovo al punto di partenza, pronta a ricominciare lo stesso ciclo, con la sensazione di dover sempre meritare anche ciò che desideri davvero.
Il coraggio di non essere una copia
Con il tempo ho capito una cosa importante: non siamo nate per essere tutte uguali.
Spesso ci fanno credere che, se non seguiamo ciò che gli altri si aspettano da noi, allora stiamo sbagliando. Ci fanno pensare che deludere le aspettative degli altri significhi perdere il diritto di desiderare, scegliere, cambiare strada o costruire qualcosa di diverso.
Queste consapevolezze sono arrivate con la maturità, con le esperienze che la vita mi ha messo davanti e, soprattutto, diventando mamma.
Ma in fondo al cuore io lo sapevo già: quel modo di essere, quello che tutti sembravano aspettarsi da me, non mi apparteneva fino in fondo.
Io non volevo essere un copione. Non volevo essere una semplice fotocopia.
Io volevo essere unica.
La strada dell’autenticità
È proprio quando ho iniziato ad abbracciare la mia unicità che ho trovato la strada per costruire una vita più vicina a ciò che sognavo.
Ho capito che essere se stessi non è un capriccio. È una scelta di verità. È il punto da cui partire per creare qualcosa che ci somigli davvero.
Il mio business si basa esattamente su questo: sull’autenticità, sul coraggio di esprimersi e sul potere di essere se stessi, senza sentirsi sbagliati solo perché non si rientra nello stampo che altri avevano immaginato per noi.
Essere, non solo dover essere
Il mio augurio più grande è che tante altre ragazze e donne possano rompere definitivamente gli schemi.
Che possano smettere di vivere solo dentro la frase “io devo essere” e iniziare finalmente a dire, con forza e semplicità: “Io voglio essere”.
Perché quando una donna sceglie di essere autentica, non sta togliendo qualcosa agli altri. Sta finalmente dando valore a se stessa.
E da lì può nascere una vita più libera, più vera e più sua.
Nota della redazione: Le riflessioni espresse rappresentano l’esperienza personale, autentica e fedele dell’autore.
Questo contenuto è stato ottimizzato esclusivamente nella forma e nella leggibilità con il supporto dell’intelligenza artificiale, mantenendo rigorosamente intatto il significato, le emozioni e il messaggio originale dell’autore.