Lucia Mereu: "Il mio giovedì, la cintura gialla di Nathan e la visione che non è un sogno
Lucia Mereu racconta il giovedì della cintura gialla di Nathan e la forza di una visione familiare da trasformare in realtà.
Il giorno è finito da poco, le luci del ristorante si sono spente, e io sono qui, seduta in macchina, il motore ancora freddo, prima di ripartire per casa. Ho gli occhi incollati al telefono e la gola chiusa da un'angoscia che mi stringe il petto. Un'angoscia che le foto ei video che scorro sul display rendono ancora più acuta, nonostante il sorriso e l'orgoglio che vorrebbero esplodermi dal cuore.
Oggi, il mio Nathan, il mio piccolo grande guerriero, ha sostenuto l'esame di junior kick boxing. Ho visto i video dei suoi combattimenti, i momenti tesi dell'esame e, infine, il trionfo: la consegna dell'attestato, i complimenti del suo allenatore e quella tanto desiderata cintura gialla! Un'emozione pura, che avrei voluto vivere lì, in quel preciso istante, stringendolo forte. E invece no.
Non ero lì.
Questa è la dura realtà che a volte il mio lavoro mi impone. Non poter essere presente in uno di quei momenti speciali, unici, che segnano la crescita dei nostri figli, è un macigno. Un prezzo che ogni tanto si sente troppo pesante da pagare.
Eppure, quando sono rientrata a casa, Nathan mi aspettava. Con gli occhi che brillavano più della sua nuova cintura, con la fierezza e la gioia di un piccolo campione, mi ha mostrato il suo attestato. E in quel momento, mentre le lacrime mi salivano agli occhi, l'unica cosa che sono riuscita a dire è stata: "Mamma è orgogliosa di te, sei un grande, ti voglio bene." E lì, nel suo abbraccio, ho capito che anche se non ero fisicamente presente, il mio cuore era lì, con lui. E il suo cuore, fiero e felice, mi ha aspettato per condividere la sua gioia più grande.
Questo episodio mi ha scosso. Non perché non sia grata per ciò che ho, ma perché mi ha ricordato con forza la mia Visione . E no, non la chiamo "sogno", perché i sogni a volte rimangono chiusi in un cassetto. Io, quel cassetto, lo voglio SPACCARE . Lo voglio ridurre in mille pezzi e far diventare realtà i nostri desideri, quelli della mia famiglia: di Nathan, di Asia, di Omar e miei.
Voglio un futuro sereno, un futuro migliore, dove io possa scegliere, dove io possa essere presente, dove i momenti speciali non siano mai un "se" ma un "ci sarò". E lo voglio al più presto, con tutta l'energia e la determinazione che ho.
Questo percorso che ho intrapreso con Partner.co non è solo un lavoro. È il mio mezzo . È lo strumento che mi sta permettendo, passo dopo passo, di costruire quella libertà, quella presenza, quella sicurezza che ho così forte nella mia Visione. Ogni giorno, ogni sforzo, ogni sfida superata mi avvicina a quel "al più presto".
Non si tratta solo di me, ma di noi. Della mia famiglia, del futuro che meritiamo e che stiamo costruendo con le nostre mani, con la testa e con il cuore. Questo è il mio motore, la mia spinta inarrestabile. E sono certa che con impegno, costanza e la giusta direzione, arriveremo esattamente dove vogliamo.
Pronta a spaccare quel cassetto!
Lucia Mereu
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Nota della redazione: Le riflessioni espresse rappresentano l’esperienza personale, autentica e fedele dell’autore.
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