Nostalgia degli anni ’90 | Federica Suella
Federica Suella racconta la magia dei cartoni Disney, delle VHS e di un’attesa che rendeva speciali gli anni ’90.
C’è una parte di me che è rimasta ferma lì, in quegli anni magici. Ero la classica bambina degli anni ’90 che amava alla follia i cartoni Disney.
Ricordo ancora l’emozione di quando, a Natale, mio papà mi regalava la videocassetta nuova del film appena uscito. Quella scatola di plastica diventava il mio tesoro più prezioso. La infilavo nel videoregistratore con una cura quasi sacra e la guardavo così tante volte da imparare a memoria ogni battuta.
Sognavo a occhi aperti, cantavo a squarciagola e credevo davvero nella magia e nel lieto fine. Sono cresciuta così: con il mito della principessa da salvare, con le canzoni imparate a memoria e con la certezza che, alla fine, il bene avrebbe sempre trionfato.
Il gusto dell’attesa
Ed è proprio qui che nasce la nostalgia. In quegli anni avevamo pochi pensieri. Il più urgente era finire i compiti in fretta per poter premere play e goderci la nostra amata videocassetta.
Io ricordo benissimo anche il ritorno da scuola. La prima cosa che facevo erano i compiti, subito, per non trascinarli fino a sera. Poi arrivava quell’appuntamento fisso che per me era quasi sacro: l’ora davanti a Italia Uno con Bim Bum Bam, aspettando il mio cartone preferito.
E poi basta. Si aspettava il giorno dopo. Era proprio quella attesa a rendere tutto più bello. Ogni episodio aveva un valore speciale, ogni film desiderato sembrava ancora più magico proprio perché non lo avevi subito.
Un mondo diverso
Oggi è tutto diverso, e me ne accorgo ogni giorno guardando Samuel e Ilary. Adesso ci sono le piattaforme streaming e, a qualsiasi ora, puoi scegliere quasi ogni cartone animato esistente con un semplice clic.
Non dico che sia meglio o peggio. È semplicemente un altro mondo. Però sento che si è perso quel sapore unico dell’attesa, quel fremere per il seguito di un film amato, quella gioia che cresceva piano piano.
Oggi sembra che tutto corra troppo veloce. C’è il tutto e subito. E forse è proprio questo che, a volte, mi lascia un po’ di malinconia. Mi manca quella lentezza piena di sogni, quella semplicità che rendeva speciale anche un piccolo momento.
Un pezzetto del mio cuore resterà sempre lì, davanti a quel videoregistratore, a sognare insieme a Cenerentola e alla Sirenetta. E so che chi è cresciuto in quegli anni capisce bene quello che voglio dire.
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Nota della redazione: Le riflessioni espresse rappresentano l’esperienza personale, autentica e fedele dell’autore.
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