Ordine e pulizia: pace interiore | Federica Suella
Federica Suella racconta come ordine e pulizia possano diventare una forma di equilibrio, lucidità e serenità quotidiana.
Mi sveglio all’alba, ancora prima che sorga il sole e prima che i miei bimbi aprano gli occhi.
Mentre sono lì, nel silenzio della casa, con spugna e panno in mano, una domanda mi viene spontanea: chi ha un aiuto per le pulizie non se la vive un po’ meglio?
È un domandone da un milione di dollari, lo so.
Poi però mi fermo, respiro, e la risposta arriva chiara, forte, dritta dal cuore: per me, l’ordine fuori è anche un riflesso dell’ordine che cerco dentro.
Quando l’ordine aiuta anche la mente
Non riesco a essere davvero produttiva, a concentrarmi sul mio business, a tenere in ordine i pensieri e a dare il massimo, se intorno a me regna il caos.
Avere una casa pulita e sistemata, per me, non è solo una questione estetica. È una base di partenza. È il punto da cui riesco a sentirmi più lucida, più creativa e più focalizzata.
È come se, sistemando ciò che ho intorno, riuscissi a dire anche a me stessa: sono pronta ad affrontare la giornata.
Sono cresciuta così, in un ambiente sempre pulito e profumato. Con il tempo, questa abitudine è diventata per me una forma di benessere, una piccola coccola per l’anima.
La casa come luogo di serenità
In un ambiente disordinato non riuscirei nemmeno a trovare i miei pensieri, figuriamoci le chiavi.
Invece, quando ogni cosa ha il suo posto, mi sento più tranquilla. So dove trovare ciò che mi serve, non perdo tempo e, soprattutto, in qualsiasi momento della giornata la casa resta un luogo accogliente.
Tanti mi dicono: “Sei esagerata”.
Può essere, lo ammetto. Ma io so come mi sento quando la casa è in ordine. E so anche quanto, per me, lasciar andare troppo sulla pulizia, soprattutto con due bimbi, potrebbe portare solo più confusione, più stress e meno serenità per tutti.
Non è ossessione, è equilibrio
Avere un ambiente ordinato non significa vivere con l’ossessione della perfezione. Per me significa proteggere il mio equilibrio.
È stato così quando vivevo da sola. È stato così quando lavoravo fuori casa anche per dodici ore al giorno. Ed è così anche adesso, con Samuel e Ilary che corrono ovunque e con un business da portare avanti.
In qualche modo, ho sempre cercato di mantenere il mio equilibrio. Non perché tutto debba essere perfetto, ma perché so che l’ambiente in cui vivo influenza il modo in cui mi sento.
E se un giorno non riuscissi più a gestire tutto? Chiederei un aiuto esterno, senza pensarci due volte.
Non lascerei che le cose si accumulassero fino a creare più caos e più stress. Perché chiedere aiuto, quando serve, non è una sconfitta. È un modo intelligente per continuare a stare bene.
Ognuno trova pace a modo suo
So bene che su questo tema si potrebbe aprire un dibattito enorme.
C’è chi vive benissimo lasciando un po’ andare. C’è chi trova creatività nel disordine. C’è chi, invece, come me, ha bisogno di vedere ordine intorno per sentire più ordine dentro.
Non esiste un giusto o uno sbagliato valido per tutti.
Esiste ciò che ci fa stare bene. Per me, il benessere, la serenità e la lucidità si riflettono anche nell’ambiente in cui vivo.
E voi da che parte state? Team ordine a tutti i costi o team “il genio nasce dal caos”?
Nota della redazione: Le riflessioni espresse rappresentano l’esperienza personale, autentica e fedele dell’autore.
Questo contenuto è stato ottimizzato esclusivamente nella forma e nella leggibilità con il supporto dell’intelligenza artificiale, mantenendo rigorosamente intatto il significato, le emozioni e il messaggio originale dell’autore.