Un salto nel vuoto che oggi fa meno paura | Federica Suella

Federica Suella racconta il passaggio alla scuola primaria, tra ricordi, occhiali, fragilità e nuovi modi di accompagnare i bambini.

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Un salto nel vuoto che oggi fa meno paura | Federica Suella
Samuel, figlio di Federica Suella

di Federica Suella

Negli anni ho visto il mondo cambiare tanto, soprattutto quando penso alla scuola e al modo in cui i bambini vengono accompagnati nelle loro prime esperienze.

Mi torna spesso in mente un ricordo molto vivo: il passaggio dalla scuola dell’infanzia alla scuola primaria. Per me fu un vero salto nel vuoto. Si usciva da una bolla magica e protetta e si entrava in un mondo nuovo, più grande, pieno di regole, scoperte e piccole prove quotidiane.

Noi bambini vivevamo tutto con una dolce innocenza, ma anche con una grande intensità. Ogni cambiamento sembrava enorme. Ogni novità poteva diventare una piccola montagna da scalare. Forse non eravamo preparati come lo sono oggi i nostri figli, oppure semplicemente l’approccio era diverso.

Quando guardo i miei bambini, infatti, mi accorgo che affrontano tante situazioni con una velocità e una naturalezza che a volte mi lasciano davvero sorpresa.

Il primo cambiamento che mi ha segnata

Ricordo bene il mio primo impatto con la scuola primaria. Era un mondo di scoperte, certo, ma anche di difficoltà nuove.

Proprio in quel periodo arrivò un cambiamento che, da bambina, vissi come qualcosa di molto pesante. Mi mandarono a fare una visita oculistica perché non seguivo bene le lezioni. Poco dopo iniziai a portare gli occhiali.

Per me fu uno shock. Ero abituata a vedermi in un certo modo e, all’improvviso, mi sentii diversa. Arrivarono anche le prime prese in giro, quelle frasi dei bambini che sembrano innocenti, ma che possono fare molto male.

Mi sentivo a disagio. Mi sembrava di avere qualcosa che mi separava dagli altri. Oggi, da mamma, ripenso a quella bambina e capisco quanto sia importante insegnare ai nostri figli ad accogliere le proprie unicità.

La diversità non dovrebbe mai essere vissuta come una debolezza. Può diventare una forza, se qualcuno ci aiuta a guardarla con occhi diversi.

Cosa vedo oggi nei miei figli

La parte più bella è che, oggi, noto un grande cambiamento.

Ho portato i miei bambini a fare una visita oculistica di controllo, una prassi richiesta dalla scuola dell’infanzia come prevenzione. Non c’era nessun problema particolare, era solo un controllo.

Eppure mi ha colpita il modo in cui i bambini parlavano di questa esperienza. Lo facevano con serenità, senza paura, senza ansia e senza quella sensazione negativa che io avevo provato tanti anni fa.

Mi sono emozionata nel vedere la loro apertura. Ho avuto la sensazione che, sotto molti aspetti, il sistema stia davvero evolvendo in meglio.

Un modo nuovo di accompagnare i bambini

Oggi c’è più dialogo. Ci sono più spiegazioni. I bambini vengono coinvolti di più e questo li aiuta a sentirsi parte di quello che vivono.

Una volta, almeno per come lo ricordo io, molte cose venivano semplicemente imposte. Si facevano e basta. Per questo ogni novità poteva sembrare una forzatura e diventare motivo di timore.

Adesso, invece, in molte situazioni si cerca di costruire un percorso insieme. Si ascolta di più. Si prova a spiegare. Si cerca di far sentire i bambini meno soli davanti alle novità.

Naturalmente c’è ancora tanto da imparare, ma vedere questi piccoli cambiamenti mi dà speranza.

La bellezza dei piccoli passi avanti

Ogni generazione ha le sue sfide. Noi abbiamo avuto le nostre, i nostri figli avranno le loro. Però è bello accorgersi che qualcosa, nel modo di crescere e accompagnare i bambini, sta cambiando.

Forse oggi alcune paure vengono accolte meglio. Forse certe diversità vengono spiegate con più delicatezza. Forse i bambini imparano prima che non bisogna vergognarsi di ciò che ci rende unici.

Da mamma, questo mi commuove.

Ogni giorno imparo qualcosa dai miei figli e dal loro modo di affrontare il mondo. E sono grata per questi piccoli, grandi cambiamenti che rendono il salto nel vuoto un po’ meno spaventoso.

Nota della redazione: Le riflessioni espresse rappresentano l’esperienza personale, autentica e fedele dell’autore.
Questo contenuto è stato ottimizzato esclusivamente nella forma e nella leggibilità con il supporto dell’intelligenza artificiale, mantenendo rigorosamente intatto il significato, le emozioni e il messaggio originale dell’autore.