Lorena Cannone: "La mia prima volta a San Siro"

La prima volta a San Siro diventa per Lorena Cannone il simbolo di una seconda possibilità e del coraggio di recuperare la vita.

Lorena Cannone: "La mia prima volta a San Siro"
Lorena Cannone con la figlia a San Siro

Ci sono luoghi in cui si entra per la prima volta e si capisce subito che, per tanti altri, sono normali. Per noi invece no. Oggi sono stata a San Siro per il ritiro dei cresimandi. Era la mia prima volta lì, e questa cosa l’ho sentita addosso per tutto il tempo.

Sentirmi diversa

Per molti altri genitori era un luogo familiare: chi ci era stato per un concerto, chi per una partita, chi lo chiamava addirittura “casa”. Io invece mi sono sentita quasi una mosca bianca. In quel momento ho avuto ancora una volta la conferma di quante cose mi sono persa nella vita.

Mi sono persa pezzi di infanzia, pezzi di adolescenza, occasioni semplici che per altri erano normali. Un po’ per la religione, un po’ per le ristrettezze economiche della mia famiglia. E sì, a volte questo peso si sente ancora.

Una storia diversa

Quello di oggi era un evento molto lontano da ciò che sono stata per tanti anni. Vengo da una storia diversa: da ex Testimone di Geova, per me battesimo, comunione e cresima sono sempre stati mondi estranei. Non li ho vissuti, non ne ho fatto parte, non li ho sentiti miei.

Eppure oggi ero lì. E questo, da solo, per me significa tanto.

Recuperare la vita

Una delle cose che voglio fare davvero della mia vita è questa: recuperare più esperienze possibili. Non per forza perché debbano piacermi. Non per diventare come gli altri. Ma per poter dire di averci provato, di averle vissute, di averle capite con la mia testa.

Anche se poi dovessi arrivare a dire: “Avevi ragione, non ne valeva la pena”, andrebbe bene lo stesso. Perché almeno lo avrei scoperto da sola.

Ho perso tanto. Ho viaggiato poco, ho fatto poche cose, mi sono lasciata scappare esperienze che forse avrei voluto vivere. E allora oggi sento di voler fare una scelta precisa: darmi una seconda possibilità.

Essere presente davvero

È bello poter vivere queste esperienze adesso. È bello poter guardare la mia bambina crescere, diventare grande, formarsi nelle sue scelte, ed esserci. Anche quando quelle scelte sono lontane da me, anche quando appartengono a un mondo che non è stato il mio.

Forse il senso è proprio questo: non recuperare per diventare qualcun altro, ma recuperare per diventare finalmente me stessa.

Passo dopo passo

Ho ancora tanto da recuperare e voglio farlo. Uno dei miei sogni più grandi è viaggiare, lavorare viaggiando, aprirmi al mondo e alle possibilità che ancora mi aspettano.

Passo dopo passo si arriva ovunque. Sì, forse ho perso tempo. Ma oggi so che posso ancora scegliere. E oggi ne ho avuto un’altra prova.

Finché c’è vita, c’è possibilità. Sempre.

Nota della redazione: Le riflessioni espresse rappresentano l’esperienza personale, autentica e fedele dell’autore.
Questo contenuto è stato ottimizzato esclusivamente nella forma e nella leggibilità con il supporto dell’intelligenza artificiale, mantenendo rigorosamente intatto il significato, le emozioni e il messaggio originale dell’autore.