Lampedusa: Perché ci sono tornata (e ci tornerei ancora) | Antonella Fioravante
Il fascino irresistibile di Lampedusa raccontato da Antonella Fioravante: un ritorno tra spiagge caraibiche, luce accecante e profonda umanità.
"Ma vai ancora lì?". La domanda è legittima: il mondo è immenso, le isole greche chiamano, la Sardegna incanta. Eppure, dopo la mia prima volta a Lampedusa, un pezzetto della mia anima è rimasto ancorato a quel lembo di roccia calcarea nel bel mezzo del Mediterraneo. L'anno scorso l'impulso è stato irresistibile: dovevo tornare.
Non sono una persona che ama ripetere i viaggi, ma Lampedusa non è una meta da "spuntare" su una lista; è una sensazione di appartenenza che ti avvolge appena scendi dall’aereo.
La ragione del cuore: luce e colore
C’è una luce a Lampedusa che non ho trovato altrove. È una luce cruda, intensa, che rende l’oro della roccia quasi accecante e il turchese del mare così vivido da sembrare irreale. Tornare per la seconda volta non ha significato "scoprire", ma riassaporare.
Ecco cosa mi ha fatto innamorare di nuovo, più della prima volta
La spiaggia dei conigli, senza fretta
Se la prima volta ero stata sopraffatta dalla sua bellezza caraibica, la seconda l’ho vissuta con la calma di chi riabbraccia una vecchia amica. Nuotare in quell'acqua cristallina, sapendo che lì la tartaruga Caretta caretta protegge la sua specie, è un’emozione che non si usura.
Il miraggio della Tabaccara
Non è una spiaggia, è uno stato di grazia. Noleggiando una barca, ho ritrovato l’effetto delle "barche volanti": l’acqua è così pura che l’ombra dello scafo si proietta nitida sul fondo, creando un’illusione magica. È, a tutti gli effetti, la Piscina di Dio.
Il rito di Capo Grecale
Guidare lo scooter fino al faro, con il vento che sa di sale, resta il mio momento preferito. Guardare il sole tuffarsi nel mare dalle scogliere a picco sulla costa nord è un rito di silenzio perfetto che ho assaporato con ancora più consapevolezza.
Umanità e cous cous
Tornare significa riallacciare i fili con la gente. La gioia di ritrovare lo stesso cameriere in Via Roma che ti riconosce, o di affondare il cucchiaio in un cous cous di pesce ricco e speziato, non ha prezzo. La seconda volta ti senti meno turista e finalmente "di casa".
Un'isola che ti cambia
Lampedusa mi ha insegnato a rallentare e ad apprezzare la bellezza aspra. La cosa sorprendente? Anche al secondo giro ho scoperto calette nuove e sfumature diverse. Se ci lasci il cuore, tornare a riprenderlo diventa una necessità dolce e inevitabile. L'unica pecca il costo dei voli che ti lascia l'amaro in bocca!
Antonella Fioravante
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Nota della redazione: Le opinioni espresse rappresentano l'esperienza personale dell'autore.
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